L’insoddisfazione corporea è altamente prevalente in adolescenza, anche a causa dell’influenza dei mass media rispetto agli ideali da raggiungere

L’eccessiva importanza riservata all’immagine corporea è frutto dell’errata convinzione che per essere socialmente accettati bisogna apparire in forma uguale, se non addirittura migliore, a quella dei modelli proposti dai media.

Che cos’è l’adolescenza? È quel periodo da tutti definito come fase di passaggio da fanciullezza a età adulta. I limiti non sono chiaramente specificati; si estende grossomodo tra gli 11 e i 18 anni e durante questo periodo i giovani sviluppano la maturità sessuale e stabiliscono un’identità individuale indipendente. Si tratta di un periodo della vita estremamente complesso e di un momento di discontinuità nello sviluppo del ragazzo. Se si potesse ridurre ad una parola, l’adolescenza potrebbe definirsi una “metamorfosi”, un cambiamento non solo relativo al proprio aspetto fisico, ma anche una modalità nuova di vedere e di vivere il mondo che ci circonda (Mian, 2006).

L’adolescenza inizia con la pubertà, ma i due concetti non vanno confusi, in quanto la pubertà si riferisce esclusivamente al passaggio dalla condizione fisiologica del bambino a quella dell’adulto. L’età puberale ha un inizio molto variabile e dipende da svariati fattori. Ad ogni modo porta sempre con sé importanti modificazioni fisiche, psicologiche e sociali. Simili cambiamenti, solitamente dalla venuta repentina e inaspettata, sono spesso di difficile accettazione. Potrebbe talvolta verificarsi una crisi dell’identità personale: il corpo solitamente cambia in modo disarmonico facendo nascere nell’adolescente grandi dubbi sulla propria normalità.

I marcati mutamenti fisici presentano caratteristiche diverse nei maschi e nelle femmine. Nei ragazzi accade che le loro spalle si allargano, aumenta il tessuto muscolare e tendono a perdere peso. Di contro nelle ragazze, a causa del rallentamento della velocità della crescita, tendono ad ingrassare e talvolta cambia radicalmente anche il metabolismo della giovane, così come il modo in cui il suo corpo assimila e consuma le calorie derivanti dal cibo.
Sono molti gli studi che hanno messo in luce il fatto che l’insoddisfazione corporea è altamente prevalente in adolescenza, ed evidenti prove empiriche indicano che le ragazze mostrano una maggiore insoddisfazione rispetto ai ragazzi (Knauss, et all. 2007).

Come mai? Il perché è facilmente immaginabile. Possiamo  ricollegarlo ai mass media. Nel giro degli ultimi anni i media hanno creato un’immagine di bellezza standard per le ragazze. La definizione dell’attrattività femminile sembrerebbe basata su un ideale corporeo perfetto e magro. Relativamente ai ragazzi, piuttosto che un ideale di magrezza, è presentato un ideale di corpo snello e muscoloso. Bisogna notare come i cambiamenti fisici della pubertà possano avvicinare i ragazzi al loro ideale di corpo, mentre vi allontanano le ragazze.

L’eccessiva importanza riservata all’immagine corporea è frutto dell’errata convinzione che per essere socialmente accettati bisogna apparire in forma uguale, se non addirittura migliore, a quella dei modelli proposti dai media. Questi ultimi fungono da elementi decisivi per la formazione di ideali e convinzioni dei giovani d’oggi. L’adolescente, trovandosi a vivere un periodo di discontinuità del suo sviluppo psicologico, teme di non riuscire a reggere il confronto con tali modelli, cresce quindi l’insoddisfazione corporea e il senso di inadeguatezza rispetto ad essi.

Per le ragazze, il vedersi grasse si associa molto spesso ad una percezione negativa di sé e del proprio corpo e ciò potrebbe comportare l’inizio di diete severe. Il conflitto tra mente e corpo solitamente sfocia nella non accettazione di sé e ad un grado estremo potrebbe dare origine ad un vero disturbo dell’alimentazione, con conseguente controllo del peso mediante pratiche ortodosse, quali digiuno o condotte compensatorie.

Talvolta l’insoddisfazione corporea potrebbe sfociare anche in patologie del comportamento alimentare. A tal proposito è opportuno orientare la nostra attenzione sul sintomo più frequente di tali disturbi: la “dismorfofobia”. Tale termine indica una “sensazione soggettiva di deformità per la quale il paziente ritiene di essere notato dagli altri, sebbene il suo aspetto rientri nella norma” (bollettino dell’Accademia di Scienze Mediche di Genova, 1986). In termini più semplici: il soggetto interessato valuta correttamente l’aspetto delle persone che lo circondano, mentre, quando osserva se stesso allo specchio si sbaglia! La dismorfofobia è considerata un “criterio diagnostico” dell’anoressia nervosa, patologia frequente soprattutto per le ragazze di età adolescenziale.

Interessante è notare i risultati emersi da uno studio condotto nel 2006 che ha investigato la soddisfazione corporea mettendo a confronto delle adolescenti europee con delle adolescenti abitanti delle isole Fiji. È stato possibile ritenere che le figiane, sebbene siano notevolmente più grasse delle europee, appaiono più soddisfatte del proprio corpo e tendono a privilegiare un ideale corporeo centrato sulla salute e sulla buona alimentazione, piuttosto che sulla bellezza e sulla magrezza (Williams et all. 2006). Come si spiega? È ipotizzabile che nelle isole Fiji le televisioni occidentali sono state introdotte solo di recente e quindi queste ragazze subiscono l’influenza dei media in maniera nettamente inferiore rispetto alle adolescenti europee.

In che modo è quindi possibile prevenire l’insoddisfazione corporea in adolescenza? È chiaro che i mass media e la cultura sociale incoraggiano delle determinate preferenze riguardo al corpo di ragazzi e ragazze. Ma alla fine dei conti numerosi studi hanno messo in luce che ad incoraggiare e ad enfatizzare la salute è la cultura più prossima della famiglia e degli amici (Kelly et all. 2005). Il gruppo di coetanei acquista un’importanza cruciale in età adolescenziale. Allo stesso modo anche la famiglia di appartenenza ha un ruolo essenziale nel consentire all’adolescente di costruirsi diverse componenti della propria identità.

È da aggiungere che nel periodo adolescenziale il sistema familiare è mosso da due forze antagoniste: una tende a promuovere l’autonomia, l’indipendenza e la differenziazione dei singoli membri mentre l’altra si muove in direzione opposta, verso l’appartenenza e il rafforzamento dei legami di dipendenza.

La risoluzione di tutti questi svariati conflitti contribuisce notevolmente ad accrescere l’autostima e la percezione di autoefficacia del ragazzo. L’adolescente, in un momento in cui è particolarmente vulnerabile, tende ad accettare come reale qualsiasi valutazione che il gruppo gli trasmette. È quindi necessario che sia genitori che coetanei imparino ad incoraggiare e promuovere una sana alimentazione, de-enfatizzando la dieta come strumento per la perdita di peso. Solo in questo modo l’adolescente entrerà in confidenza con il proprio corpo e ne prenderà contatto in assoluta tranquillità e senza alcun timore del giudizio altrui.

BIBLIOGRAFIA:

Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/03/immagine-corporea-adolescenza/